Il Mondo di Lexy

Recensioni, citazioni, scleri e chi più ne ha più ne metta 

La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan

Nulla da dire... quando ho visto che le sante traduttrici italiane avevano deciso di farlo uscire in contemporanea con l'uscita ufficiale... beh... posso solo dire di non aver mai acquistato un libro così in fretta! Mai! L'ho iniziato e finito a tempo di record e come al solito non posso non fare i complimenti alle autrici. Il libro mi è infatti piaciuto molto e mi ha regalato emozioni spingendomi a fare le ore piccolo e continuare la lettura come una pazza fino alla fine. Fin da subito ci troviamo in una situazione molto forte, un giovane medico privato della propria libertà e costretto a vivere recluso in una gabbia, rinchiuso nello scantinato della casa del suo rapitore, un omone forzuto e inquietante che ha ucciso un altro uomo con un'ascia, il tutto di fronte ai suoi occhi e senza neppur battere ciglia, un giovane che ha l'unica colpa di essere un testimone scomodo e che probabilmente rischia di fare la stessa fine della povera vittima, un'atmosfera decisamente inquietante e degna del miglior libro di Stephen King, una lettura che nonostante le tinte horror si è però rivelata molto più tranquilla e dolcetta del previsto. Le autrici hanno deciso di focalizzarsi solo su Colin e Taron presentando altri personaggi solo per poche pagine e come "contorno", permettendo così di studiare i caratteri di entrambi e rendere in questo modo la loro storia più credibile e permettendo al lettore di empatizzare con entrambi i protagonisti e fare il tifo per loro. Non ci troviamo di fronte a un'instalove irritante e no sense con il rapitore che si innamora subito della vittima sacrificale o viceversa bensì di fronte a una lotta, quella di Colin alle prese con l'attrazione per il suo rapitore, per sensazioni che non dovrebbe provare, il disgusto che le sue azioni potrebbero portare alla famiglia e il desiderio di essere libero, non solo di scappare ma anche di fare tutto quello che non ha mai fatto per paura e quella di Taron in lotta contro le sue credenze personali, la paura di perdere se stesso e farsi così fregare da un bel faccino di città, il desiderio di trovare finalmente un uomo disposto a stare con lui nonostante i suoi difetti e peccati e il timore di perdere per sempre la sua libertà venendo scoperto e arrestato per il suo crimine. I due uomini si avvicinano piano piano lasciando inizialmente che sia l'attrazione sessuale che provano l'uno per l'altro a dominarli, una passione selvaggia fatta di sesso più o meno violento e descritto alla perfezione da Kat e Agnes, maestre indiscusse nella creazione di scene erotiche, romantiche e sensuali allo stesso tempo. I due uomini si muovono seguendo il ritmo di una passione selvaggia ed animale, di dubbio gusto visto il loro rapporto di prigioniero e carceriere e solo con il tempo imparano a conoscersi, a venirsi incontro e capire l'uno la vita dell'altro. Solo con il tempo infatti riescono a condividere parti importanti di se ed essere sinceri l'uno con l'altro. Nonostante il sesso infatti l'innamoramento è lento e graduale e quasi realistico, ammetto infatti che ho empatizzato molto con entrambi riuscendo a mettermi nei panni di entrambi vista la loro condizione e punto di vista e durante la lettura mi sembrava quasi un sentimento puro e giusto, un amore normale e perfetto. Ho apprezzato tantissimo il fatto che Taron non venga mai veramente giustificato, l'uomo non smette di fare errori ed è proprio commettendo errori che riesce con il tempo finalmente a capire cosa fare e come conquistare il cuore dell'innamorato. Ho trovato interessante la psicologia di Taron, un uomo che ha sofferto, che ha evidenti problemi mentali ma che riesce comunque a farsi amare, impossibile non commuoversi per la sua dolcezza, soprattutto nei confronti della adorata gattina Missy e degli altri gatti che mantiene come un papà gattaro, nonostante sia un assassino non ho potuto non provare simpatia e fare il tifo per lui. Stranamente ho amato anche Colin, di solito in queste tipologie di libri le autrici tendono a rendere figoni i rapitori/assassini e dementi senza cervello o odiosi smidollati i cretini che si fanno rapire, in un primo momento Colin con la sua paranoia alla "Omg ho cambiato strada per una volta, Dio mi punirà" mi sembrava rientrare in questa categoria e mi preparavo a fare il tifo per l'assassino pregando di ucciderlo e farlo a pezzi, violentandolo prima senza pietà (#CheBellaLaMiaSanitàMentale) e invece, mi ha sorpreso. Colin è un ragazzo che ha sofferto per colpa della famiglia, è sempre stato piegato dai pensieri dei genitori e dalle loro aspettative decidendo di fare il medico più per obbligo che per passione. Fin dall'inizio ci appare indeciso e debole, un cucciolo indifeso che ironicamente ritrova la sua libertà solo dopo essere stato catturato dal cacciatore. Taron riesce infatti per la prima volta a spingerlo a vivere, dapprima costringendolo a lottare disperatamente per la propria vita, tentando di non farsi uccidere e in seguito spingendolo a capire quanto sia vuota la routine che ha sempre vissuto e quanto non gli manchi per nulla, quanto solo lontano dalle pressioni della gente si senta libero e felice. Grazie al suo aguzzino Colin riesce a maturare e scoprire se stesso liberandosi finalmente dalle catene imposte dalla famiglia e società in cui vive. L'amore tra i due uomini è quindi salvifico, Taron e Colin si salvano a vicenda e mi è piaciuto il fatto che siano perfetti l'uno per l'altro e si completino a vicenda decidendo di stare insieme fino alla fine. Una storia intensa e che mi ha emozionato eppure... nonostante tutto... ci sono state delle cosette che mi hanno un po' lasciato perplessa, delle scelte che non avrei fatto, che non hanno rovinato l'atmosfera ma che mi hanno un po' bloccata impedendomi di arrotondare le mie 4,5 stelline a 5 ovvero
- La motivazione per il delitto di Taron: da animalista mi posso sicuramente immedesimare nell'uomo e capire la sua rabbia ma... a tutto c'è un limite, avrei preferito che le motivazioni per il delitto fossero più forti e che Colin non le appoggiasse del tutto ma anzi, trovasse repulsione per l'uomo non comprendendolo completamente e dubitando di lui. Inizialmente posso capire che Colin sia dalla parte di Taron ma dopo la confessione del perchè beh... avrei voluto un momento di sbandamento e non un "Ah ok... lo avrei ucciso anche io! W gli animali!" Ho apprezzato il fatto che Taron lo faccia capire e che dubiti che Colin sia dalla sua parte e lo reputi giustamente un pazzo ma... avrei voluto vedere una posizione più netta di Colin 
- Il passato di Taron: Alle solite via di passato tragico... non ci sta secondo me... avrei preferito un uomo che semplicemente non ci sta di testa e dopo aver perso la famiglia (magari per un incidente banalissimo e realisto) avesse sbroccato decidendo di vivere come un prepper. Il troppo dramma... beh in sto caso un po' scoccia
- La scomparsa di Colin: Ok... posso capire avere dei genitori stronzi ed omofobi che preferiscono comprare un cane rispetto a spendere soldi per cercare il figlio ma... gli amici? Da come possiamo capire Colin non è un cretino asociale! Non è un ragazzetto hikikomori che nessuno si calcola di striscio, ha degli amici, un ex trombamico quindi... perchè nessuno lo cerca? Persino Taron viene stalkerato da Gus, l'amico prepper che lo contatta via radio quindi... possibile che per tutto il libro NESSUNO, neppure la polizia si interessa di Colin? Già pensano poco al morto ma almeno il morto ha un fratello stronzo che lo cerca qui... invece nulla. Ho trovato questa cosa disturbante e priva di senso, qualcuno avrebbe dovuto cercare il ragazzo creando così tensioni e problemi nella coppietta. Chi non voleva vedere il nostro Taron alle prese con un amico di Colin e indeciso se ucciderlo o meno per impedirgli di spifferare alla polizia il suo segreto?
- Gli amici prepper: Nel libro veniamo a sapere che ci sono altri uomini gay e convinti che la fine del mondo sia vicina, isolati come Taron e sempre in contatto con lui via radio... questa cosa è interessante e avrei voluto saperne un po' di più e non vedere il tutto ridotto a mezza paginetta di pippe mentali di Taron in modalità "La fine del mondo è ormai vicinaaaa! PERICOLOOOO" mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa in più e soprattutto vedere (o meglio sentire) la reazione degli amici di Taron alla relazione tra i due uomini e al crimine di Taron... non mi sarebbe dispiaciuto se ad esempio Colin avesse contattato uno degli amici di Taron rendendo la sua situazione e il rapimento più incasinato, rischiando di far scoprire il crimine dell'uomo. Non capisco se questa cosa è voluta... ho scoperto da Goodreads che questo romanzo è il primo delle serie Criminal Delights, raccolta di romanzi scritti da più autori e mi chiedo a questo punto se questo libro sia in qualche modo inserito in un mondo immaginario in cui si muovo le vicende dei vari protagonisti dei libri, vicende scollegate ma intrecciate in una trama più grande, in tal caso il mistero dei prepper gay e maniaci avrebbe senso e sarebbe intrigante mentre in caso contrario... credo sia una forzatura e pure inutile in quanto a Colin neanche per un momento è venuta l'idea di contattare gli amici di Taron per denunciarlo. Vedi che ha una radio? USALA! 
- Il finale: Collegandomi alla mancanza di informazioni sulla comunità di Taron e la ricerca di Colin da parte della polizia il finale è stato parecchio deludente. Una piccola boss fight con il cattivone di turno seguita da... qualcosa di aperto e... meh... posso capire la scelta di non rendere Taron completamente pazzo ma la svolta apocalittica proprio non l'ho digerita e ha aiutato a rendere il romanzo ahimè più irreale e "odioso" avrei preferito di gran lunga vedere Taron messo alle strette e costretto ad affrontare il peso del suo crimine con al suo fianco Colin, innamorato e disposto ad aspettarlo una volta uscito dal carcere per ricominciare una vita insieme questa volta liberi e soli, senza più catene e gabbie a dividerli e invece... meh... il finale è ahimè aperto e se da una parte adoro l'idea di un sequel per ritrovare Colin e Taron pronti a lottare contro a questo punto una possibile epidemia mortale e perchè no... una apocalisse zombie (?) sono anche un po' preoccupata non trovando rispetto ad altri libri letti delle autrici premesse chissà che convincenti e trame forti a cui aggrapparsi... ammetto che l'unica possibilità di un sequel sarebbe puntare tutto su Gus e gli amici prepper di Taron... non mi dispiacerebbe infatti vedere un sequel con la storia di Gus e perchè no qualche accenno al futuro da coppietta di Colin e il suo fidanzato.
- La disabilità inutile di Taron: ok... ammetto che la prima cosa che mi ha colpito della trama è stata proprio la disabilità di Taron, L'idea di un personaggio muto e possibilmente pazzo (chi va in giro la sera uccidere la gente con un'ascia se non i pazzi?) era... WOW! Avevo aspettative immense e pensavo che questa disabilità avrebbe causato non pochi problemi a Colin ed impedito ai due di instaurare facilmente un rapporto non potendo comunicare facilmente tra loro ed essendo uno vittima e l'altro carcerie e invece NO... Colin come se nulla fosse conosce la lingua dei segni e Taron volendo può parlare, non lo fa solo perchè parla come un orco e ha difficoltà ma... volendo può parlare quindi... perchè? A che pro? Questa scelta di rendere Taron disabile era PERFETTA! Immaginate un ragazzo rapito, costretto in una gabbia e incapace di capire il suo rapitore e seguire così le sue istruzioni. Ansietta a mille! I due personaggi avrebbero avuto difficoltà e sarebbe stato bello vedere Taron cercare di insegnare all'amato a parlare con lui e allo tempo Colin deciso ad imparare per comunicare, si potevano creare delle belle scene emozionanti ed intense e l'amore poteva anche nascere da questi momenti di condivisione e intimità dopo tutto cosa c'è di più dolcetto di un uomo che impara una lingua per comunicare con la sua dolce metà? E invece no... è tutto semplice, Colin non ha neanche bisogno di sforzarsi, Taron in ogni caso non è sordo quindi capisce cosa dice il compagni e quindi... meh... mi è sembrata quasi una mossettina per rendere il personaggio un po' più sopra le righe e spingere le fangirl boccalone come me a comprare subito il libro per curiosità
Insomma cosette un po' da nulla che però prese tutte insieme mi hanno fatto storcere il naso, se alcune fossero state diverse ci troveremmo di fronte un capolavoro con la C maiuscola. Nonostante tutto mi sento ugualmente di consigliare il romanzo. I temi trattati sono molto forti e nonostante il libro sia molto meno splatter e forte rispetto a quanto la trama faccia credere ci sono trigger che potrebbero offendere o turbare i più sensibili. Si parla di rapimento, omicidio, sindrome di Stoccolma e rapporti di dubbio gusto visto il contesto, vengono affrontati temi spinosi quindi se non siete amanti del genere, meglio lasciar perdere, le autrici hanno uno stile molto particolare e se non avete letto altre loro opere partire da qui potrebbe essere un po' un problema, se avete già letto altro di Kat e Agnes sicuramente sapete come prendere questo libro e sicuramente lo amerete mentre in caso contrario... meglio non rischiare e piuttosto spostarsi su altri libri magari più tranquilli e meno violenti, mi sento sempre di consigliare Special Needs che AMO alla follia 

La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan
"Non appena gli baciò la cappella, ubriacandosi del sapore salato del liquido preseminale, il suo intero essere desiderò che quel momento non finisse mai. Gli leccò la punta, giocando con la lingua e lo prese fino in fondo, allargando la bocca nonostante fosse un problema, considerato quanto fosse grosso quell’uccello. Era la sua ultima occasione per fargli capire che la loro relazione era importante per lui, e che
non lo avrebbe dimenticato mai."
La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan
"Taron gli strinse una mano, e restò a fissarlo per qualche secondo, ma poi si avvicinò per un bacio, e gli strinse
il volto tra le mani. Imparava in fretta, perché, dal loro primo bacio, il primo in assoluto per Taron, le sue labbra erano diventate una droga per Colin.
Avevano pomiciato ogni giorno. Taron riversò tutta la sua passione in quel bacio, ma prolungò la sua agonia.

Colin si allontanò, respirando a fatica non appena tornò a sedersi. Il buio della sera regalava una luce sufficiente affinché si vedessero, e si sentì in imbarazzo al pensiero che Taron
potesse vederlo con il viso contorto dal dolore. Ancora una volta, Colin non si fidò della propria voce, così usò il linguaggio dei segni per dire: “Ti amo.”

“Credevo che mi odiassi,” rispose Taron senza sorridere. Non batté ciglio, come se non volesse perdersi nemmeno un secondo della presenza di Colin.

Colin cercò di spiegarsi, anche se con difficoltà, ma alla fine disse: “Sono uno stupido. Ero arrabbiato. Mi dispiace di averti ferito.”

“Capisco che la tua vita sia là fuori, ma se qualche volta ti andasse di farmi visita…»

Colin si sporse e gli afferrò le mani. Aveva un disperato bisogno che capisse. «No. Mi sento veramente me stesso solo quando sono con te. Se mi vuoi ancora… ti prego, portami a casa,» sussurrò.

Taron sorrise e avvicinò le mani di Colin per baciarle. Dovette lasciarlo per comunicare, ma impiegò secoli prima di rispondere. “Non sei un peso. Ti amo. Quando sto con te, non mi preoccupo solamente della fine del mondo. Adesso sento il bisogno di vivere il futuro.”

Colin annuì e gli allacciò le braccia attorno al collo, conficcandosi il freno a mano nel fianco. Si sentì in
pace con se stesso non appena Taron lo strinse, e strofinò il viso contro la sua guancia, desiderando marchiarlo con il suo odore, anche se non c’era nessuno che avesse intenzione di portargli via il suo uomo.

Forse quel cazzo di audio libro non
si era sbagliato. Forse il cambiamento era un bene, anche se era difficile."
La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan
"«Vuoi tenermi nascosto per evitare che qualcun altro sogni di mettermi
le mani addosso?»

Taron annuì controvoglia. Sarebbe
stato un mondo perfetto. Solamente lui e Colin; e i gatti.

Colin lo abbracciò ancora più forte,
e gli diede un sonoro bacio sulla guancia"
La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan
"C’erano ancora parole non dette tra di loro, ma Colin impiegò un paio di secondi per tirarle fuori. «Non riesco a credere di aver trovato qualcuno che mi desideri fino a questo punto. Mi sembra perfetto.»

Anche Taron lo baciò, rassicurato che potessero finalmente comunicare senza che ci fossero menzogne tra di loro.
Non avrebbe più dovuto sospettare che Colin stesse fingendo, e Colin non
avrebbe più dovuto temere per la propria vita. Le cose tra di loro stavano
cambiando per prendere una nuova rotta.

Taron aveva provato in tutti i modi a evitare un legame così forte con qualcuno, ma, in quel momento, non aveva dubbi che fosse la cosa giusta. Avrebbe fatto in modo che la loro relazione funzionasse, e avrebbe protetto Colin a tutti i costi"
La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan
"“Ho detto che ti amo.”

Quelle parole furono un duro colpo. Colin non voleva vedere quei segni. Voleva strapparsi gli occhi e non vederli mai più.

«E io ti ho detto di chiudere il becco, cazzo! Volevo un cazzo nel culo, non delle bugie.»

Taron si mise in piedi e, prima che Colin potesse comprendere quello che stava succedendo, lo schiaffeggiò con forza. Quel colpo lo costrinse a prendersi il viso tra le mani, ma quello che fu davvero ferito fu il suo orgoglio. Con che coraggio Taron si comportava come se fosse lui quello che stava soffrendo?

Colin strinse i denti, e si addossò di più alla parete, quando Taron sollevò le braccia in aria ed emise dei versi quasi incomprensibili.

«Non farlo. Non mi ami. Se mi amassi, mi avresti ascoltato quando ti ho detto che avevo bisogno di un medico, ma fai sempre come ti pare e piace. Mi tieni in prigione, con un collare,» disse, sebbene si fosse quasi strozzato quando lo strattonò. «Cazzo, non lo so, magari pensi di amarmi, ma sono soltanto la scopata più conveniente che ti sia mai capitata. Ti sono stato servito su un piatto d’argento!»

Quando finì, il bruciore alla gola gli confermò che aveva urlato con tutto il fiato che aveva nei polmoni. Sentì una strana vibrazione alle orecchie, ma non si tirò indietro. Non voleva diventare il giocattolino del sesso di Taron"
La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan
"Taron tornò con uno zaino e dei vestiti.
Li lanciò su di lui e poi indicò la borsa.

“Acqua e cibo.” Si piegò su di lui e tirò il collare così forte che Colin ebbe paura di prendere la scossa. Tuttavia, sentì uno scatto, e l’anello di metallo cadde dal suo collo. Taron lo lanciò sul prato senza nemmeno controllare dove fosse finito. I suoi occhi erano arrossati quando disse: “Voglio che tu sparisca. Non mi interessa se chiamerai
la polizia. Sono sempre stato tranquillo qui, e poi sei arrivato tu. Hai
rovinato tutto. Vai. Sei libero. Vai da un cazzo di dottore. Non mi interessa.”

Colin lo fissò, ancora incredulo, ma non osò chiedere. Si sentì quasi troppo nudo senza il collare, e sotto lo sguardo accusatorio di Taron si sentì piccolo e insignificante, come un granello di polvere. Non disse niente, e osservò con espressione sconvolta Taron sbattere la porta e lasciarlo da solo.

Il collare non c’era più.

Era libero"
La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan
"Singhiozzò quando la sua gamba tremò,
ma andò avanti, concentrandosi sulla strada di fronte a lui. Si era risvegliato
da un lungo sogno, ed era ora di affrontare la realtà. Desiderava solamente che
il futuro comprendesse ancora le braccia di Taron. Era patetico, ma era stufo
di giustificare ciò che provava.

Odiava Taron, ma odiava ancora di
più l’espressione ferita che aveva visto nei suoi occhi quando aveva provato a
confessare il suo amore la seconda volta. Avrebbe dovuto essere felice di
essere riuscito a ferire quel mostro, ma non provò alcuna soddisfazione nel
dolore di Taron, così continuò a singhiozzare.

Non importava quanto fosse
irrazionale, si sentiva come se stesse lasciando una parte importante di se
stesso, che non sarebbe mai riuscito a ritrovare. Una parte che non faceva
battute cattive, che adorava svegliarsi al mattino senza dover staccare la
sveglia per dieci volte. La persona con cui si sentiva davvero a suo agio
nonostante il collare, la mancanza di internet e della sua famiglia. La persona
che non considerava le coccole una perdita di tempo e che adorava guardare le
stelle la notte, mentre un gatto era seduto sul suo grembo e un braccio
muscoloso era appoggiato sulle sue spalle. La persona che lo considerava abbastanza"
La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan
"La vista di quella creatura lo costrinse ad appoggiare la schiena mentre gli ingranaggi del suo cervello iniziavano a muoversi, cercando con difficoltà di adattarsi alle nuove parti aggiunte al meccanismo. Sembrava quasi che fossero trascorsi anni e non mesi dalla sua scomparsa, e andò su tutte le furie con sua madre perché aveva un maledetto cane e non tanto per il fatto che non lo avesse ancora notato. Comunque, era anche vero che lui non aveva fatto una sola mossa per scendere dall’auto e rincorrerla. Che cazzo di problema aveva?

«Non sapevo che avessero un cane,» sussurrò.
«Cos’è? Un Pomerania?»

Taron si voltò verso di lei, ma la
donna stava tornando in casa. Si strinse nelle spalle, lasciando Colin a
tormentarsi le dita.

Era un quartiere tranquillo e, a quell’ora della sera, era quasi un mortorio, ma per qualche ragione il silenzio in auto divenne più confortevole dell’atmosfera pacifica che lo aspettava fuori.

«Credi che lo abbia preso dopo la mia scomparsa?» riprovò Colin.

Taron sospirò. “Forse. Vali di più di un cane, Colin.”

Colin deglutì e si aggrappò al tessuto dei pantaloni troppo grandi per lui. «Non lo so. A volte ho la sensazione che non mi abbiano mai voluto davvero, ed è per questo che mi hanno cresciuto i miei nonni finché non sono diventato abbastanza grande da soddisfare le loro aspettative.»"
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"«Vuoi più di un uccello? Otterrai quello che vuoi da me,» ringhiò Taron, facendo scontrare le loro fronti. Aveva un’aria spietata, come se fosse pronto per andare in guerra.

Colin scosse il capo, cercando di respingerlo, ma Taron lo bloccò contro la parete e gli afferrò l’uccello attraverso il tessuto dei pantaloni.

Colin non riuscì più a riflettere. Tra la rabbia, la delusione, e quell’improvvisa ondata di calore nelle sue palle,
fissò Taron, respirando a fatica. «Voglio solamente…»

Che cosa voleva di preciso? Un riconoscimento? Sentirsi al sicuro? Desiderava che Taron si preoccupasse per lui?
E perché? Per riuscire a scappare
con più facilità quando sarebbe giunto il momento? Se doveva essere sincero, non ci aveva pensato molto"
La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan
"«Ti odio,» gemette
contro le labbra di Taron prima di catturarle tra i denti.

Le loro mani si mossero in maniera
frenetica, seguendo lo stesso ritmo, ma Colin ebbe la soddisfazione di far
venire prima Taron, che ansimò, ancora bisognoso di baci. Colin lo seguì
qualche minuto dopo. Non capì nemmeno quando quelle carezze così violente si fossero trasformate in un abbraccio, ma non mollò la presa per non annegare.

Seppellì il naso tra la barba di Taron e gli accarezzò la schiena. Poi si sedettero, scivolando contro la parete fredda. Non aveva bisogno di fare una doccia veloce e scappare per le lezioni.
Non doveva andare da nessuna parte. Non aveva fretta. Non ricordava l’ultima volta in cui si era sentito così in pace tra le braccia di un altro uomo"
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"«Quando ti fiderai di me?»

“Ci penserò.”

Significava che avrebbe pensato alla
proposta di andare al cinema o al fatto di fidarsi di lui? Colin non ebbe
occasione di chiederglielo, perché Taron corse verso la porta.

Scopavano come degli sposini da settimane, ma Taron si aspettava ancora di ricevere un coltello nella schiena?

Colin lo seguì fuori, posando lo sguardo su quelle spalle ampie. Era inutile litigare in quel momento, anche se il collare, che fino a quel momento aveva dimenticato, divenne di nuovo una
morsa opprimente attorno al suo collo. «Stai attento,» disse, quando Taron tirò
fuori dal capannone l’attrezzatura per la pesca.

L’uomo gli sorrise e lo salutò, come se non avessero appena avuto una conversazione imbarazzante. Era ovvio. Taron era un maestro quando si trattava di evitare una discussione. Comunque, Colin poteva solamente occuparsi del giardino mentre aspettava che lui tornasse.

Oppure aveva un’alternativa?

Sarebbe rimasto a pescare per un paio d’ore, abbastanza tempo da permettergli di raggiungere la strada, anche a piedi. Il clima era magnifico, e poteva portare con sé acqua e qualcosa da mangiare.

Non avrebbe nemmeno avuto bisogno di raccontare alle autorità quello che era successo. Avrebbe detto di aver dimenticato ogni cosa, mentendo spudoratamente quando avrebbe spiegato loro che aveva sentito il bisogno di una tregua dal caos dalla vita di tutti i giorni in città.

Tuttavia, l’ansia affondò i suoi artigli, provocandogli dei crampi allo stomaco non appena immaginò la delusione sul volto di Taron, pronto a mostrare con orgoglio quello che aveva pescato per cena, quando avrebbe trovato la casa vuota.

Non poteva fargli una cosa simile, dopo avergli chiesto di fidarsi di lui"
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"«Non esiste alcun noi. Ti ho detto quello che voglio, e mi hai costretto a restare. Non ti fidi di me. Non mi rispetti. Non voglio stare con te. Non voglio vederti. Non voglio stare a sentire le tue scuse. Ti odio.»

Taron osservò i pezzi di carta fluttuare in aria prima di finire sul pavimento. Il suo cuore rimase paralizzato. Aveva sempre evitato relazioni con le altre persone proprio per quel motivo. “Non vuoi stare con me?” Quella domanda lo fece sembrare disperato,
ma dovette chiederglielo.

Colin deglutì, ma continuò a fissarlo negli occhi. «Mi stai davvero chiedendo se voglio stare con un uomo che mi ha rapito, mi ha tenuto in una gabbia e che non vuole portarmi da un medico?»

Taron abbassò il capo. Sembrava che il periodo della luna di miele fosse finito. Non avrebbe mai dovuto permettere a Colin di rubargli il cuore. Non disse niente e raccolse il foglio strappato. Ce l’avrebbe fatta.
Ci riusciva sempre"
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"Colin ringhiò, quasi strozzandosi;
afferrò Taron per le spalle, per farlo sollevare, e allargò le gambe per quanto
possibile. Sibilò quando una fitta di dolore gli colpì la gamba che stava
guarendo, ma quel tutore improvvisato fu sufficiente per tenerla ferma. Aveva
soltanto bisogno di scopare con Taron per toglierselo dalla testa. Aveva
bisogno che Taron lo consumasse. Niente baci o carezze, solamente un uccello
che faceva il suo lavoro.

Non era necessario che Taron fosse una brava persona per uno scopo simile.

Tuttavia, quando finirono faccia a faccia, gli occhi famelici dell’uomo lo trafissero, bloccandolo sul letto, e il cuore di Colin smise di battere.

No. Non voleva guardarlo. Desiderava soltanto scopare. Violento, rude e veloce. Malvagio
come Taron.

Quel bastardo aveva in pugno il suo cuore, e lo stava stringendo con troppa forza, per questo doveva allontanarsi da lui. Si voltò di scatto, facendo scontrare la gamba con la coscia di Taron, ma quella sensazione di disagio non fu sufficiente a fermarlo, perché il dolore al cuore era peggiore di qualsiasi altra ferita"
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"“Ti manca la possibilità di aiutare le altre persone?” Taron posò la mano sulla coscia di Colin e gliela massaggiò, desiderando la sua vicinanza in una maniera del tutto nuova per lui. Si immobilizzò, quando Colin intrecciò le loro dita e rise.

«No. Non mi piace stare in mezzo a troppa gente. Dei piccoli gruppi vanno bene, ma è stressante stare in mezzo alla folla. Sono sempre stato più interessato alla scienza che alle persone.»

Taron gli strinse leggermente la mano. “Sei terribile.”

Un sorrisino comparve sul volto di Colin prima di riprendere la giara con il liquore. «Lo stesso vale per te.»

“Coppia perfetta?” Taron indicò la giara quando Colin finì di bere."
La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan
"Colin chiuse gli occhi, e un’espressione di pura estasi gli attraversò il viso. Agitò i fianchi,
spingendo l’uccello contro il suo quando ripresero a baciarsi, diventando una
cosa sola, senza che nessuno dei due avesse bisogno di pensare ai dettagli.

Se le azioni di Colin erano soltanto una farsa per distrarlo e affondargli un coltello tra le costole, a quel punto non aveva alcuna importanza. Sarebbe morto felice.

Taron percepì i muscoli sotto la pelle delicata di Colin, e si chiese se quel ragazzo lo avrebbe mai degnato di uno sguardo se si fossero conosciuti in circostanze diverse.

Tutti quei dubbi svanirono quando Colin gli tolse il respiro catturando le labbra con un morso. Gli fece scivolare le mani sui fianchi e poi sul suo sedere, impaziente di scoparlo, di osservare
il suo viso diventare paonazzo e di sentire i suoi gemiti. Colin non poteva
fingere tutto quello. Era un tipo focoso, ed era una delle cose che amava di più in lui"

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Marita A. Hansen
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