La cena - Herman Koch, Giorgio Testa
"Nelle sere come questa io e Claire ci gustiamo i pochi momenti che possiamo ancora passare da soli. E improvvisamente tutto sembra possibile, sembra addirittura che l'appuntamento sia un equivoco, e che siamo usciti soltanto io e lei. Se dovessi dare una definizione di felicità, sarebbe questa: la felicità basta a se stessa, non ha bisogno di testimoni. «Tutte le famiglie felici si somigliano, ciascuna famiglia infelice è infelice a suo modo»: così recita l'incipit di Anna Karenina di Tolstoj. Si potrebbe aggiungere che le famiglie infelici, e soprattutto le coppie infelici, non riescono mai a stare da sole. Più testimoni ci sono, meglio è. L'infelicità è costantemente alla ricerca di compagnia. L'infelicità non tollera il silenzio, specialmente quei silenzi imbarazzati che calano quando si è soli.
E così, in quel bar, quando sono arrivate le nostre birre io e Claire abbiamo riso, sapendo che poco dopo avremmo trascorso un'intera serata in compagnia dei coniugi Lohman: quello era il momento più bello della serata, e da lì in poi le cose non avrebbero potuto che peggiorare."