Un weekend da sogno - Jojo Moyes (Reading Challenge 2016)

— feeling angry
Un weekend da sogno - Jojo Moyes

Avevo preso questo volume un anno fa per poi dimenticarmene, tanta era stata l'attesa per comprarlo, l'aspettativa e poi, tutto era scemato, messo in ombra da altre letture più urgenti o a mio avviso interessanti, per questo motivo quando ho ritrovato il cartaceo e non solo, mi sono ritrovata bloccata ad aspettare i sacri comodi degli ospedali italiani ho pensato che fosse la lettura perfetta per rilassarmi e distrarmi e in parte è stato proprio così.

Questo volumetto di poco più di 100 pagine non è altro che una novellina, un raccontino per intrattenere il lettore e adatto da iniziare tra un volume impegnativo e l'altro e... nulla più, un raccontino simpatico e carino ma che tra un anno difficilmente ricorderò se non leggendo questa "recensione" e facendo uno sforzo di memoria. La trama come la storia è semplice. Nell una ragazza fidanzata e innamoratissima (see come no) decide di organizzare un weekend romantico a Parigi peccato che il fidanzato disdica all'ultimo secondo e la nostra protagonista si ritrovi da sola a Parigi e puff chi incontrerà mai? Un maniaco francese che puzza di vino e pure violento? Ma no fanciulline/i miei ovviamente il figone di turno che è sposato? Fidanzato? Gay? Ma no, ovviamente single come l'aria e pronto a buttarsi in una nuova storia dopo il trauma da rottura (perchè virili e cazzuti con un po' di dignità non li vogliamo noi!) e dopo aver piagnucolato per mesi, anni e giorni chi si ritrova? Ma lei ovvio, che gli fa battere il cuore neanche fosse una Naomi Campbell o una strafigona da calendario di Playboy e come finirà mai? Devo davvero dirvelo? No vero? Finisce in modo scontatissimo inutile da riprendere. Cosa abbiamo quindi? Una novella che ci dice poco e niente con protagonisti minimamente analizzati psicologicamente, fisicamente, mentalmente una che sembra una pazza e solo perchè è andata a Parigi... gioia se andavi ai Caraibi che facevi? Ballavi la lambada giorno e notte? Una che solo perchè parte per la prima volta si sente una divinità per poi piagnucolarsi addosso perchè il ragazzo che PALESEMENTE non la voleva accompagnare, non l'ha accompagnata, un povero santo che ci viene descritto fin da subito come un personaggio uscito dai peggiori bar di Caracas, odiato ed insultato dalle amiche di lei (immaginate il poraccio alle riunioni di ste galline? Ma col cavolo che diventi stronzo e volendo violento a essere circondato da ochette no?) e che forse porello tanto stronzo non è, chi ci dice che non sia lei la pazza? Una che decide così solo perchè il ragazzo ha scherzato sul fatto che lei non è mai stata a Parigi di comprare i biglietti per il weekend senza fregarsene se lui ha gli impegni o meno, con il negozio, con gli amici ecc vi sembra molto regular? Molto normale? NO! Per non parlare del momento in cui il poraccio si presenta in stanza per farle la sorpresa e lei lo prende come un tradimento o quasi tanto da scappare con il nuovo venuto e addirittura farlo cacciare a calci dalla receptionist dell'albergo (e già qui un albergo che caccia persone e non è ancora chiuso? Ma il realismo?!)

Insomma una storiella godibile? Diciamo di si anche se più simile a una fan fiction che a una vera storia, l'unico pregio evidente è che la Moyes non è la prima venuta e sa scrivere a nonostante la traduzione all'italiana il racconto rende bene e si capisce che la Moyes sa scrivere anche se scrive talvolta cagate come questa.

Mi ha deluso? Si... inutile prenderci in giro, dopo averlo ritrovato ero felicissima, dopo un anno l'ho iniziato carica di aspettative e mi trovo la solita storia, avrei apprezzato qualcosa di più complesso, ma anche non troppo, bastava che lei non aprisse le gambe al primo francese venuto (in tutti i sensi u.u) da chissà che parte di Parigi, sarebbe stata meglio una storia di amicizia, magari l'incontro con un uomo che non per forza doveva saltare addosso ma farle capire che ogni donna vale e non deve buttarsi via stando con stronzi che non le meritano, una racconto di amicizia più che amore lo avrei preferito, in cui i due decidevano di stare amici, di non intraprendere una palese relazione (anche se lasciata aperta a mio avviso per un possibile sequel nel 2040 o chissà quando) lo avrei preferito, avrebbe reso la storia meno banale e soprattutto le avrebbe dato più spessore e interesse e invece no, diamo alle romantiche cio che le romantiche vogliono, sesso, Parigi e ammore

Consigliato? Ma anche no, spendere troppi soldi è un'eresia, leggetelo solo se a scrocco (da un'amica romantica amante dell'autrice) o preso in biblioteca se no comprate e leggete altro che fate prima!