Recensione - Romanticidio di Carolina Cutolo

Romanticidio - Carolina Cutolo

Ammetto di essere partita prevenuta nei confronti di questo romanzo, questo perchè ho avuto non poche difficoltà a leggere il precedente libro di Carolina Cutolo "Pornoromantica" che mi è risultato indigesto, noiosissimo e lentissimo, un libro sconsigliato sotto molti punti di vista!

Ho quindi iniziato la lettura senza troppe aspettative, molto scettica, nonostante fosse passato del tempo dubitavo che l'autrice avesse migliorato lo stile di scrittura e che potesse raccontare una storia intrigante invece, mi sbagliavo! Sono rimasta piacevolmente colpita da "Romanticidio". Il libro racconta la storia di Marzia, una giovane bartender che dopo un incidente sul lavoro si ritrova in ospedale, in coma. La ragazza nonostante il coma riesce a vedere e sentire ciò che le accade intorno, impossibilitata a muoversi e comunicare con le persone che si recano a trovarla inizierà a riflettere sulla sua vita, sulle sue relazioni e ad interrogarsi sui rapporti personali che hanno caratterizzato la sua esistenza.

Nonostante una trama non originalissima la Cutolo riesce a immergerci nei pensieri di Marzia, una donna che ha fin da giovane ha cercato la sua indipendenza, che ha capito come gira il mondo e non si lascia influenzare troppo dall'amore come spesso accade a molte donne. Mi ha molto colpito il modo in cui l'autrice riesce a trasmetterci le emozioni di Marzia, nonostante la ragazza si trovi in una condizione drammatica, senza sapere se mai potrà riprendersi o ritornare quella di prima, Carolina non ci fa pesare la sua condizione, non ci ritroviamo di fronte un personaggio patetico che piagnucola rimpiangendo completamente le scelte fatte bensì davanti a una donna ironica, sarcastica, che quasi si rammarica del suo stupido incidente perchè avvenuto in modo ridicolo e non emozionante come lei aveva sempre fantasticato. Marzia è un personaggio che ho sentito molto vicino, molto simile a me, per il suo modo di vedere la vita e l'amore, è una donna sicura di se che però all'occorrenza riesce anche a cambiare il suo modo di pensare, nonostante non si penta mai delle scelte che ha fatto nella sua vita ma che al contrario le difenda, riuscirà durante il coma a cambiare atteggiamento nei confronti delle persone che la amano, prime fra tutto la madre. Marzia ha sempre visto sua madre come un burattino, la classica donnetta più attenta alle apparenze del mondo che a se stessa, tanto da compatirla dal giorno in cui la madre aveva finto dolore per la perdita del marito, uomo decisamente poco amabile e apprezzabile, ha sempre visto la madre come una vittima, pronta a fare di tutto per essere compatita dalla gente, il coma però la spingerà a guardarla da un altro punto di vista, a vedere la madre che c'è in lei, pronta a difendere sua figlia dalla cattiveria e malignità dei parenti, questa cosa colpirà molto la giovane che inizierà a rivalutare la donna a poco a poco riuscendo anche a comprendere alcuni suo atteggiamenti. Ho adorato come Marzia con il suo modo di fare un po' sarcastico e cattivello riesce a descriverci questi personaggi del suo micromondo, molto diversi tra loro, pieni di difetti e umani. Carolina Cutolo attraverso gli occhi di Marzia ci descrive una piccola comunità e i rapporti che si sono creati nel tempo tra i vari personaggi e riesce a farlo con grande maestria, ho amato il modo in cui la donna difende il suo lavoro, la scrittrice fa anche lei la bartender nella vita e ha infuso questa sua passione nella protagonista per tutto il tempo infatti Marzia, molto legata al lavoro di barman colega i suoi amici e parenti ad alcuni drink, questa scelta di caratterizzare i personaggi della storia e legarli a un cocktail mi ha conquistata, è qualcosa di nuovo e originale e riesce a far capire la psicologia della protagonista e dei suoi amici e l'idea a fine romanzo di inserire la ricetta del cocktail con un accenno di storia e il personaggio a cui è legato nella storia mi è piaciuta un sacco. Lo stile di scrittura è migliorato tantissimo e la lettura risulta piacevole e scorrevole, a rendere il tutto ancora più intrigante c'è il simpatico escamotage di non raccontare cosa sia successo a Marzia e il perchè si ritrovi in coma, per tutto il libro ci chiediamo quale sia il buffo e stupido incidente che ha coinvolto la protagonista e la stessa Marzia lo cita spesso facendoci venire voglia di indagare e capire cosa le sia successo, una mossa sicuramente azzeccata e che porterà chiunque, anche i più scettici a continuare la lettura anche solo per capire cosa le sia successo in realtà. Nonostante questo libro mi sia piaciuto devo anche indicare gli elementi che mi hanno fatto storcere il naso primo fra tutti forse la mancanza di altri punti di vista che avrebbero almeno un po' potuto arricchire la storia e immergerci ulteriormente nella lettura, avrei apprezzato almeno un capitolo dal punto di vista della madre in quanto questo libro racconta molto il legame madre e figlia e sicuramente avrei apprezzato sentire l'altro lato della campana inoltre ho notato che i personaggi ha tutti all'incirca lo stesso modo di parlare il che mi ha fatto storcere il naso, alcuni personaggi ci vengono presentati come personaggi "terra-terra" che dovrebbero essere anche un po' volgarotti nelle espressioni o almeno avere un linguaggio poco curato invece no, tutti i dialoghi sembrano frasi che potrebbe pronunciare Marzia, con il suo stesso tono e stile e mi sembra una forzatura che una donna che ci viene presentata come frivola e femme fatale si metta a enunciare versi famosi e ultimo elemento il finale, l'autrice ha voluto stupire un po' il lettore con questo finale ad effetto che per ovvi motivi non posso rivelarvi ma.... per me è stata una mossa ridicola, che ha rovinato lo spirito che si era venuto a creare, un vero peccato insomma per questi piccoli dettagli ho tolto una stellina alla valutazione lasciando comunque 4 dignitosissime stelline su 5.

Mi sento di consigliarvelo, se avete letto "Pornoromantica" e ne siete rimasti traumatizzati per la bruttezza potrete riprendervi con questo volume!