Bruto - Kim Fielding, Stella Mattioli
"Bruto non si allontanò, e per diversi minuti rimasero entrambi lì in piedi, mano nella mano, il respiro che risuonava contro le pareti della cella. Bruto non fu neanche particolarmente sorpreso quando Gray chinò la testa e, evitando la mano insaponata, premette le labbra sul suo grosso avambraccio. “Gra…zie, Bruto.”
“Non è il mio nome.” Chiaramente non era padrone della propria lingua.
Ma Gray si limitò ad alzare la testa. “Come?”
“Bruto. Mi chiamano così. Mi chiamano tutti così da quando… da quando ero un bambino. Ma non è il mio vero nome.” A volte se lo dimenticava. Pensava a se stesso come a Bruto, e l’ultima persona a chiamarlo con il suo vero nome era stata sua madre, subito prima di morire. Lo aveva abbracciato e baciato sulla testa, e lo aveva chiamato ‘bravo ragazzo’, prima di avvelenarsi.
“Co-co… come ti chiami?” la voce di Gray era calma.
“Aric. Sono Aric.”
Gray sorrise. “Ciao, Aric.”"