SPOILER ALERT!

Recensione - Being Henry David di Cal Armistead

Being Henry David - Cal Armistead

Quando ho iniziato questo romanzo non sapevo cosa aspettarmi. Mi era stato caldamente consigliato da un'amica, amante di Henry David Thoreau e rimasta sconvolta dalla bellezza di questo libro a detta sua "una piccola perla del suo genere" tanto che avevo preso in considerazione l'idea di iniziarlo subito. Purtroppo complice la mia pigrizia e il fatto che non conosco per nulla Thoreau e non ho mai letto Walden ho deciso di rimandare a tempo indeterminato, decidendo di iniziare la lettura solo dopo parecchio tempo. Ho iniziato questo romanzo dopo essermi praticamente dimenticata la trama e tutto ciò che mi era stato detto, ricordando appena le parole e gli elogi della mia amica, iniziandolo così a scatola chiusa, sapendo poco o niente. La storia è quella di "Hank", un giovane di sedici anni che si risveglia nella Penn Station di New York, il ragazzo non ha ricordo del suo passato, non ricorda il suo vero nome (Hank gli viene infatti dato nel corso del romanzo dal suo amico Jack) e non possiede altro che 10 dollari e il libro "Walden" di Henry David Thoreau, nel corso del romanzo il giovane si metterà in viaggio decidendo di emulare Henry David e si ritroverà così ad incontrare vari personaggi che lo aiuteranno a recuperare la memoria e affrontare il suo passato portandolo a crescere e maturare. Se devo essere sincera... mi aspettavo qualcosa di diverso. La trama è molto intrigante e interessante eppure non è a mio avviso trattata nel modo più giusto, vengono tirati in ballo argomenti importanti che vengono poco affrontati e quasi trascurati dando troppa importanza a elementi a mio avviso più futili e inutili come la love story tra Haley e Hank, nonostante sia una fan delle storie d'amore in questo caso l'ho trovata troppo forzata, quasi non nasce, si riduce più a una relazione di amicizia resa in modo "romantico" con lui che vuole aiutare lei per fare il carino e si cuoce a puntino solo perchè lei fa la carina e lo bacia, alla fine è quasi forzata, tra i due si sa che non è destino che nasca qualcosa di duraturo o intenso in quanto tutto nasce nella menzogna, Haley si innamora di una figura idealizzata, si innamora di Hank non di Daniel e a lungo andare ci si rende conto che questa storiella non fa altro che togliere tempo ad altri temi che potevano essere trattati meglio o approfonditi. Un esempio è la storia di Jack e Vanessa, Hank conosce questi due ragazzi che si ritrovano a vivere una vita parecchio complicata, sono giovani che dopo essere scappati di casa vivono per la strada, alla mercè di un uomo che li sfrutta senza esitare e li ha fatti entrare nel mondo della droga, questo tema poteva essere sfruttato bene per creare suspance, dramma e magari far crescere Hank, basti pensare al fatto che il ragazzo rischia di ritrovarsi a lavorare per Magpie poteva in questo contesto essere analizzato meglio il tema dei ragazzi scomparsi e sfruttati invece tutto si riduce a qualche paginetta in cui capiamo solo in parte il dramma che devono vivere i due ragazzi e poi puff... si passa ad altro, Hank scappa via e basta... neanche il passato dei due ragazzi viene affrontato, sembra che i due siano possibili vittime di violenza e abusi nella vera famiglia e anche qui... si fa accenno alla cosa, si può immaginare la realtà... e poi? Nulla... Il libro tira in ballo argomenti grossi ed importanti e quando ne ha la possibilità non li affronta, posso capire che questo è in un certo senso legato alla figura di Hank/Daniel, un ragazzo che cerca di fuggire dai suoi problemi, che troppo giovane si ritrova ad affrontare una situazione più grossa di lui e preferisce fuggire piuttosto che affrontare il peso della colpa o guardare negli occhi gli amici e dover portare su di lui il peso di due ragazzi costretti a vivere una vita infame e pesante, questa tecnica quindi potrebbe servire a comprendere maggiormente il giovane e adeguarci in qualche modo al suo stile di vita e pensiero eppure... mi ha fatto storcere non poco il naso, si poteva costringere Dan ad entrare in situazioni più grosse della sua, obbligarlo a guardare in faccia la vita e scoprire cosa siano davvero i problemi grossi e fargli capire che la vita non è giusta, gli errori si fanno e bisogna affrontare le conseguenze delle proprie azioni a testa alta e senza scappare inutilmente rovinando la vita di altre persone. Purtroppo questo dettaglio mi ha fatto un po' scadere alcune parti e storcere non poco il naso. Altro punto negativo il finale, dopo un capitolo intenso, combattuto, con Dan finalmente alle prese con le sue responsabilità e contro i suoi fantasmi, con lo scontro tra Henry David – Hank e Daniel il libro come si chiude? Con un forzato happy ending, quasi no sense, che fa venire meno tutto il resto del libro... sul serio? Far tornare all'ultimo il padre così, a caso, come un coniglio dal cappello è la scelta giusta? Perchè Thomas non lo ha chiamato prima? Perchè ha aspettato che il ragazzo quasi si suicidasse buttandosi da una montagna prima di chiamarlo? Perchè? In una mossa, in due pagine si manda a quel paese il senso del libro si rovina la storia, non volevo il dramma ma sarebbe bastato un finale più aperto, con un Dan consapevole di dover affrontare la vita e convinto a tentare, magari deciso a ricontattare la famiglia, una scena magari con lui a una cabina telefonica che chiama casa e dice semplicemente "Pronto papà? Sono Dan..." avrebbe fatto finire il romanzo in bellezza... aprendo a mille possibilità... cosa succederà? Sarà perdonato? Ritornerà dai genitori? Cosa gli dirà? Un finale simile avrebbe aperto un mondo e chiuso la storia aprendone un'altra, come la vita che chiude una porta e apre un portone e questo, mi ha deluso... tanto, il voler dare il contentino al lettore, mi ha intristito e non poco. Nonostante questi problemi (non da poco!!) ho apprezzato molto tutto il resto, nonostante non abbia letto Walden ho potuto apprezzarne le citazioni e capire come queste possano aver influenzato il protagonista facendomi venire non poco la voglia di leggere il libro, sicuramente per i fan di Henry David sarà stata una gioia ritrovare lo spirito dell'autore all'interno di questo romanzo e potranno apprezzare il fatto che le citazioni e l'atmosfera non vengono citate a caso, come riempitivo, come in certi romanzetti, per magari caratterizzare alla cavolo un personaggio secchione, mettendogli ad esempio in bocca due citazioni per far la figura del figo con la ragazza, bensì vengono inserite in un contesto, lo stesso Henry David si può considerare una delle voci del romanzo e il suo spirito guida Dan nel suo viaggio fino alla fine. Ho apprezzato come sono stati caratterizzati i personaggi, nonostante non vengano approfondite troppo le loro vite, possiamo comprendere i loro caratteri e associarli al protagonista, capire che ognuno di loro è finito sulla strada di Danny per un motivo, come a volerlo far crescere e fargli capire parti di lui e del suo carattere. Lo stile di scrittura è semplice e chiaro, perfetto per la lettura anche per chi non è propriamente esperto con la lingua, come la sottoscritta, ed è di facile lettura per chiunque voglia cimentarsi con un livello non troppo elevato, la lunghezza è adeguata al romanzo e nonostante uno o due capitoletti un po' più improntati a descrivere la "storiella d'amore" tra Hank e Haley gli altri sono interessanti e ti spingono a continuare la lettura facendoti in poco tempo divorare tutto il romanzo. Mi sento quindi di votarlo 4 stelline piene, se avesse approfondito un po' di più aggiungendo magari un capitoletto o due, facendoci anche capire un po' cosa ne è stato di altri personaggi principali e cosa è successo loro, avesse avuto un finale più incisivo... avrebbe sicuramente avuto 5 stelline, rimane comunque un voto alto, mi sento senza dubbio di consigliarvelo, sia che siate fan di Henry David Thoreau sia che non lo siate, riuscirete in un caso o nell'altro ad apprezzarlo.