Your name (Kimi no na wa) - Makoto Shinkai

E dopo qualche ora dalla fine della lettura mi ritrovo a cercare di mettere per iscritto un pensiero minimamente logico e provare a descrivere quello che questo libro mi ha provocato e i motivi per cui dopo averlo letto mi sento solo... delusa.
Dopo aver letto tante recensioni positive mi sembra quasi di essere un pesce fuor d'acqua e un po' una criminale a dover tirare fuori i difetti che ho riscontrato ma alla fine voglio provare e anche se sarò la pecora nera, voglio dire la mia.
Avevo grandi aspettative, il che non è mai un bene, iniziare una lettura con aspettative significa ritrovarsi delusi il 90% delle volte e infatti così è stato
La prima parte del volume è... lenta... molto lenta... e di fatto non sembra portare a nulla di concreto, ti ritrovi smarrito, senza quasi riuscire a capire la storia e dove vuole andare a parare, la scelta di punti di vista alternati peggiora le cose e non di poco, di solito adoro i differenti punti di vista perchè permettono di inserirsi perfettamente all'interno della testa dei protagonisti e comprendere i pensieri, i modi di fare e le sfumature dei caratteri ma questo escamotage è solo riuscito a farmi innervosire, non vi sono infatti interruzioni tra un punto di vista e l'altro e capita spesso di leggere un pensiero di Mitsuha e tre secondi dopo uno di Taki il che mi ha lasciata imbambolata a chiedermi “Ok... che sta succedendo? Chi sta parlando e soprattutto perchè?” Non vi è neanche un discorso lineare e il tutto sembra al pari di una sceneggiatura in cui c'è una scena e poi puff si passa a un'altra senza una continuità. Oserei definirlo onirico, ma non vorrei offendere romanzi davvero onirici. Questo stile non mi è piaciuto per niente e mi ha reso di fatto la lettura pesantissima, mi sono sentita sbalzata da una parte all'altra, senza riuscire a focalizzarmi sui due ragazzi, senza provare di fatto emozioni, proprio le emozioni avrebbero dovuto essere il fulcro di questo inizio, avrei voluto sentirmi smarrita, confusa, preoccupata come qualsiasi persona si sarebbe sentita ad affrontare una situazione così assurda e paradossale invece... niente. I protagonisti sembrano insensibili, quasi fossero loro stessi addormentati. Ho continuato a leggere passivamente e lo stile di scrittura non mi ha aiutato, mi è sembrato al pari di molti scrittori commerciali, senza alcuna caratteristica in particolare, quasi un copia e incolla di frasi e situazioni tipo che hanno reso il tutto ancora più odioso. Di fatto sono stata più volte tentata di interrompere la lettura anche perchè in un libro di appena 174 pagine (184 se consideriamo la postfazione e l'intervista finale) ritrovarsi a pagina 90 senza aver provato altre emozioni che il fastidio e dopo aver lanciato maledizioni all'autore per aver rovinato una idea di fatto interessante è un po' un problema non da poco. Ho però deciso di continuare e... alla fine posso ritenermi soddisfatta anche se in minima parte in quanto verso la pagina 100 si inizia finalmente ad ingranare la marcia e ad entrare nel cuore della vicenda. Queste ultime pagine sono quindi volate al contrario delle prime e mi hanno anche strappato sul finale una piccola lacrimuccia. Finalmente riusciamo a entrare in empatia con i due protagonisti e seppur in parte sentire l'amore che lega i due giovani ma questo ahimè non basta a rendere indimenticabile il romanzo, la seconda parte è si più avvincente ma anche frettolosa, leggi con il cuore in gola e corri con i protagonisti senza avere quasi il tempo di fermarti a riflettere sulla vicenda e se questo è una boccata d'aria dopo la noia soporifera delle prime 100 pagine ma è anche frustrante... troppo riduttivo condensare elementi chiave della storia in appena 74 pagine dopo averne sopportate 100 di vuoto più totale.
Riuscire quindi a dare una valutazione è complesso... nella postfazione (che ironicamente mi ha emozionato più dell'intero libro e questo non credo sia positivo) viene detto chiaramente dallo stesso autore che questo libro inizialmente quasi non doveva esistere ed è alla fine una trasposizione, un regalo per i fan del film per dare loro una chicca e in qualche modo far entrare più a fondo nella testa dei due giovani. Questo dettaglio per me è stato lampante fin dalla prima pagina, che questo libro non fosse di fatto un'opera “originale” ma un tentativo di portare su carta un progetto più complesso era palese, nella prima parte sembra di fatto che lo scrittore non abbia idea di come destreggiarsi per riuscire a raccontare la storia di Taki e Mitsuha senza far addormentare i lettori, solo nella seconda parte, magari con qualche consiglio e dopo aver portato a termine anche solo il progetto per il finale del film riesce a regalarci emozioni, seppur minime nel mio caso. Questa cosa mi ha disturbato un po' in quanto non ho ancora visto il film in questione, anche se conto di rimediare ora, volevo prima immergermi nell'atmosfera essendo da lettrice abituata a film orridi tratti da libri bellissimi, percepire come il libro sia stato un po' un contentino mi ha fatto storcere il naso. Anche non avendolo visto posso intuire che il film è qualcosa di più elaborato, l'unione di più voci, più anime, in terza persona che riesce sicuramente ad essere più complesso e ridurlo alsemplice punto di vista alternato, e pure male, dei due protagonisti, mi suona come una semplificazione, come il voler banalizzare un concetto più ampio. Probabilmente chi ha visto il film e ha respirato il suo spirito sarà riuscito ad ignorare i numerosi difetti vedendo questo piccolo volume come un gradito regalo, un'extra ma non è questo il mio caso. Se c'è una cosa che mi fa infuriare sono i romanzi che per essere amati e compresi hanno bisogno di appoggiarsi prepotentemente ad altro che sia un film, una canzone, un videoclip ecc in quel caso sento sempre che manca qualcosa, un libro per me deve riuscire a stare in piedi da solo, dare emozioni da solo, può essere arricchito ma non deve MAI dipendere da altro poiché deve essere letto e compreso da chiunque alla sola lettura senza perdere tempo a vedere film, ascoltare musica extra ecc e in caso contrario non fa decisamente per me. Mi sento quindi di consigliarlo? Ecco..... ni.... se avete visto Your Name credo che la lettura sia d'obbligo anche solo per poter completare il percorso di Taki e Mutsuha in caso contrario non mi sento di consigliarlo, il libro è troppo confusionario, troppo commerciale, troppo.... troppo... vuole quasi strafare, essere innovativo e non ci riesce e credo possa ai non fan soltanto fare venire il mal di testa o il nervoso come è successo alla sottoscritta. Mi sento quindi di consigliarlo solo ed esclusivamente come complemento al film e solo DOPO averlo visto in caso non abbiate intenzione di vederlo... passate oltre senza problemi