Torikago syndrome: 2 - Akaza Samamiya, R. Tiberi

 

E rieccomi qui a fare la voce fuori dal coro. Questa cosa sinceramente la ODIO profondamente. Nonostante ami avere una mia opinione personale e gongoli anche interiormente (ed esteriormente con un bella danza di Snoopy) a sapere di essere in grado di non uniformarmi per forza alla massa come una capra ed elogiare qualcosa solo perché bella, interessante, fighissima, new age, petalosa per il 99% del mondo mi... irrita, perchè puntualmente mi ritrovo circondata da persone che mi rinfacciano "Ma come? L'opera è meravigliosa, sei tu che non l'hai capita" ed è proprio questo che di sicuro succederà con Torikago Syndrome, un manga di due volumi arrivato anche in Italia grazie alla santa J-Pop che a quanto pare è stato apprezzato dal mondo intero ma... non da me. Quando ho scoperto questo manga sono rimasta molto colpita, la copertina ha catturato subito la mia vista spiccando tra l'elenco infinito di consigli di lettura/acquisto di santo Amazon, la trama mi aveva fatto non poco gola tanto che ero pronta a sfoderare la mia sacra postepay e ordinare il tutto, fortunatamente la mia povertà post shopping impulsivo è riuscita a obbligarmi a leggerlo in inglese (benedette scan) e soprattutto impedirmi di buttare letteralmente i miei soldi dalla finestra (o meglio dalla carta) evitandomi così una delusione totale ma... vediamo insieme il perchè.

Come detto tutto era perfetto, la trama sembrava interessante, chi non amerebbe un pizzico di shonen ai, mistery, psicologico, drama?! Tutti dovrebbero amare questo mix se solo fosse presente in questo libro! Tralasciando infatti la copertina stupenda e i disegni realizzati ad arte e con uno stile che mi ha quasi (e sottolineo il quasi) fatto apprezzare l'opera ... tutto il resto e un bel NO!

Nonostante la trama tutto si perde inesorabilmente diventando un minestrone WTF!

Troviamo il nostro eroe Tsugumi, un ragazzetto che ha perso i suoi genitori e per anni è stato costretto a vivere in orfanotrofio. Il povero piccolo è sempre stato vittima di bullismo dovuto soprattutto ai suoi occhi rossi (poco inquietanti) fortunatamente non è mai stato solo in quanto una figura caritatevole ha sempre vegliato su di lui, come un angelo custode, un uomo soprannominato Papà Gambalunga (ispirazione/omaggio al famoso romanzo omonimo di Jean Webster) che ha sempre aiutato il giovane senza però fare scoprire il proprio nome e identità, il baldo giovine pensa bene di seguire il consiglio dell'amato "padre adottivo" e andare nella scuola di un amico di quest'ultimo per poter continuare gli studi. Perfetto no? E infatti no perché tra tutte le scuole finisce nella peggiore o meglio... nella migliore in base ai punti di vista. Questa scuola infatti agli occhi di un essere umano dotato anche di un solo neurone è PERFETTA, avete presente le fantastiche ore di autogestione in cui potevate fare bordello e nessun professore era autorizzato a prendervi a mazzate? In cui i prof vi guardavano con odio mentre spadroneggiavate bruciando (o quasi) i banchi e spacciando merendine? Moltiplicate quella sensazione di onnipotenza per 100, in quanto in questa scuola c'è autogestione SEMPRE, gli studenti non hanno regole, potrebbero vestirsi da clown e nessuno direbbe nulla, potrebbero girare nudi e nessuno direbbe nulla, i professori sono al pari di sassi e sono gli unici ad avere regole o almeno una regola soltanto, non entrare nei dormitori! PARADISO no? E infatti no perché gli esseri umani hanno il bisogno istintivo di rovinarsi la vita, prendete un gregge di umani, metteteli in un prato gigante, senza costrizioni, con al suo interno solo un piccolo recinto chiuso un metro per un metro e cosa faranno mai gli umani? Rimarranno nel prato magico godendosi le passeggiate? Si sdraieranno sul grande prato verde? Ma ovviamente no, troppo mainstream! Gli esseri umani si ammasseranno nel recinto, ignorando completamente il prato e la libertà! E infatti gli studenti di questa scuola hanno il QI – 100, a quanto pare annoiati dalla possibilità di vivere in pace e armonia con il cosmo non dovendo neanche obbedire ai genitori padroni hanno pensato bene di sottostare alle regole di un mini Hitler, nel mondo perfetto di Torikago Syndrome un tizio arriva e dice "Io sono il re e ora vi darò delle regole che voi dovrete rispettare per vincere un gioco e guadagnare una libertà che già avete" i geni, invece di bullizzarlo brutalmente disegnandogli degli imbarazzanti baffetti neri sul labbro pensano bene di giocare ed è da lì che la scuola senza regole diventa la scuola con le regole. Tsugumi scoprirà infatti che c'è un Pinco Pallo che si fa chiamare re e decide chi vive o chi muore ehm... magari...sarebbe stato molto hunger game/battle royal/epico... decide semplicemente di dare compiti wft agli studenti, come quello di bruciare i compiti in classe... dando loro un punteggio così da salire in classifica e forse vincere una libertà molto.... boh...PERCHÈ?? Why? Quale criceto drogato poteva pensare anche solo una cosa del genere? Ok dai, l'idea in se può andare, non siamo nella vita reale e ci sta, ma come viene sviluppata la questione non ha senso, ok, nel secondo volume entriamo più nel vivo capendo come è nata, perché ecc ma rimane comunque senza senso perché cioè che non manca è ironicamente la libertà in questo manga chiunque è in grado di scappare da questa "società" non succede nulla, chiunque può dire "No" il motivo per cui tutti partecipano è perché è un po' una moda (vero fidget spinner del demonio?) o come il protagonista semplicemente non si hanno i soldi o il cervello per comprare due lenti a contatto colorate per nascondere degli occhi inquietanti invece di usare gli occhiali (super vietati dal re malvagio!!) avrei voluto vedere magari un motivo più profondo per partecipare, magari il cattivo poteva essere il super malvagio preside che impedisce agli studenti di comunicare con il mondo esterno invece ste geni possono anche inviare lettere a casa e ricevere lettere... quindi... possono dire "Fanculo questa scuola io vado a fare lo spazzino" e andarsene... viene così meno tutto il dramma che si dovrebbe per me vivere in un manga pseudo distopico, in un mondo oscuro in cui bisogna sottomettersi a regole folli... se tu mi togli il dramma, il dolore, l'immedesimazione nel tormento di questi ragazzi e di questo gioco mi rimane il nulla. Questo manga doveva giocare molto sulla psicologia, tratteggiarmi i caratteri dei ragazzi, mostrarmi il perché il gioco per loro è così importante, possiamo in parte comprendere un pochetto la motivazione banalissima e scontatissima del protagonista di avere la sua libertà senza gabbie e bla bla bla ma gli altri? Amici cari cosa vi spinge a non dare fuoco al "Re"? Non amo particolarmente la violenza ma quando ci vuole... io rido e ironizzo ma se in un manga in cui dovrei almeno riflettere sul concetto di libertà e prigionia, su come gli esseri umani riescano a rinchiudersi in prigioni mentali ogni giorno senza motivo e non c'è niente, è preoccupante, per riflettere almeno ci deve essere un input ci deve essere qualcosa che mi spinge a pensare "Dai protagonista, devi vincere" anche nel momento in cui Pinco Pallo con gli occhi rossi dice "Dimmi come faccio a diventare il nuovo re?!" mi veniva solo da ridere pensando "Imbecille, invece di detronizzare il Joffrey tarocco di GOT dimostra agli studenti che puoi vivere senza seguire le sue regole, così loro vedranno che sei già libero e ti seguiranno!! Fai il novello Gesù! Cosa gli dai corda?!" Non ho parole. Manca di struttura non solo nella storia ma anche nella struttura generale dei volumi, ci sono due volumi e sviluppati malissimo, il primo di fatto è il nulla, la presentazione fuffa che ci dice poco o niente e cerca di farci provare emozioni facendo litigare il protagonista e il suo nuovo amichetto che.... forse è l'unico con un minimo di contenuto... ma neanche... litigio che avviene in modo frettoloso, amicizia che nasce e muore di colpo e senza un che, tanto per cambiare e basta! Si strizza l'occhio allo shonen ai? Ma dove?! Si potrebbe fangirleggiare su Tsugumi e Licht ma se i due non hanno caratterizzazione e quel poco e fuffa, tanto vale shippare il mouse e la tastiera del pc, hanno lo stesso calore, almeno potevano metterci un bacetto! Lo hanno messo/censurato/fatto immaginare anche in Yuri!!! On Ice che neanche ha il tag shonen ai... si vede che il tag lo hanno voluto mettere a forza per strizzare l'occhio alle fujoshi che spero se la siano presa vista la fregatura colossale! Quindi il primo volume è zero e il secondo, è tutto quello che non è il primo, rendendosi conto che ormai il tempo stringeva hanno buttato tutto dentro senza lasciare fiato (e non in modo positivo, quella mancanza di fiato da suspence/ammirazione/è la cosa più epica che abbia mai letto), i capitoli importanti sono i due capitoli finali... e il capitolo finale e il più rapido possibile, correndo peggio della sottoscritta durante il 3X2 sui videogame! Si poteva fare di più, magari 3 volumi, uno di introduzione, il secondo di analisi e il terzo di conclusione con sviluppo adeguato dei personaggi e della loro psicologia, magari amicizia e non "Ma si aiutiamoci e diventa il mio BFF" "Ok <3" e tre pagine dopo "Buu sei cattivo, amico di Licht non ti voglio più, sei passato di livello mentre io sono rimasto un noob" "T___________T amichetto è tutta colpa mia" e dramma trash e piagnucolii per niente coinvolgenti e solo divertenti per la malvagia creatura che c'è in me. Insomma, mi rendo conto di aver sclerato e detto forse tutto e niente ma mi rompe le scatole spoilerare troppo perché forse cercare almeno di dare un senso al no sense è l'unica motivazione per leggere questo manga, ho visto molte recensione positive, persone che elogiano l'inquietudine e il senso di claustrofobia che provoca l'essere rinchiusi alla mercé del Joffrey dei poveri ma io tutto questo senso non l'ho percepito... e sono quella che è impazzita leggendo Bunker Diary!! E che è impazzita ancora di più smettendo di leggere Battle Royal perché viene ucciso un gatto... sono una persona che si agita facilmente e se questo manga non mi ha dato nulla un motivo c'è. Non dico che bisognava trasformarlo in un fight club o qualcosa di troppo violento ma si poteva giocare sulla violenza più psicologica, quella che ci distrugge e ci rende prigionieri, noi esseri umani siamo gli unici essere viventi che sono riusciti a rovinarsi la vita da soli in mille modi diversi e non solo costruendo armi mortali che ci stermineranno in un decimo di secondo, riusciamo a dare il peggio di noi fissandoci su cose stupide e rinchiudendoci nel famoso recinto un metro per un metro nel grande prato verde della vita, si poteva giocare su questo, mostrare la stupidità e follia di seguire certi "giochi" si poteva inserire temi più gravi mostrare la società corrotta e senza regole, mostrare come in una società non ci sia posto per l'uguaglianza totale ma che ci sarà sempre qualcuno che si metterà sopra per dominare e corrompere gli animi, creare e portare il caos, si poteva giocare molto con questa cosa, fare più punti di vista, 3-4 volumi, mostrare la fragilità dei ragazzi e le loro forze che potevano liberarli ma che non hanno mai usato perché ciechi e in gabbia... tante ma tante cose, nonostante le parole positive che ho sentito per me è un grande no. Se ne avrò l'occasione sicuramente lo rileggerò in italiano per chiudere il cerchio e poter mettere un masso sopra quest'opera, di sicuro non andrò di mia spontanea volontà a comprare i volumi come avrei sicuramente fatto. Sono contentissima di averlo letto in inglese senza spendere perché di certo la mia recensione sarebbe stata in quel caso molto meno "divertente" e molto più hulkeggiante con

tanto di falò ai due volumi (altro che il banale falò ai compiti in classe come avviene nel libro!!) In definitiva non mi sento affatto di consigliarlo, per chi cerca la suspence non c'è, lo shonen ai... meno che mai, il mistero... ma anche no e la psicologia... oh oh oh, seriamente, passate oltre che c'è sicuramente di meglio! Dono 3 stelline al secondo capitolo, rispetto alle due del primo solo perché almeno il secondo cerca di dare un senso alla storia per il resto, rimane un grande no!