Recensione: Solo i fiori sanno di Rihito Takarai

Solo i fiori sanno - Rihito Takarai Solo i fiori sanno - Rihito Takarai Solo i fiori sanno - Rihito Takarai

Ancora una volta mi è molto difficile rimanere calma e manifestare un pensiero coerente per iscritto, questo perché il mio istinto da fujoshi dal cuore di panna mi spinge a battere sulla tastiera in modo ossessivo compulsivo scrivendo frasi come "OMG, Awww, Love love" e chi più e ha... più ne metta. Il fatto è che... questo è uno dei manga più belli che abbia letto negli ultimi mesi! Mi è capitato di leggere parecchi manga in questi giorni, di leggere storie molto diverse tra loro e posso dire che quasi tutti i volumi letti mi hanno colpito in un modo o nell'altro, nel bene e nel male, con pregi e difetti ma questo... è tutto un altro livello! Dopo la delusione con Seven Days ero restia a dare una nuova possibilità alla Takarai, temendo una nuova delusione che difficilmente avrei mandato giù visto il mio amore malato per Ten Count, complice però una santa amica ho ceduto e... non potrò mai ringraziare abbastanza la santa donna che mi ha permesso di leggerlo in italiano (Luisa grazie!!) Questo manga è PERFETTO! Non riesco a trovarci un singolo difetto! La storia è semplice e... geniale!
Yoichi Arikawa uno studente di giurisprudenza incontra per caso Shota Misaki, un giovane studente esperto di botanica, fin da subito scatta qualcosa nella mente di Yoichi, quel ragazzo così timido e sfuggente lo colpisce nel profondo tanto da iniziare a vederlo nei suoi sogni, a desiderare di avere un contatto con lui per conoscerlo meglio, l'occasione si presenta quando Arikawa viene scelto come aiutante presso il laboratorio di agraria dell'università, è proprio in questo luogo infatti che ha la possibilità di rincontrare Misaki. Da questa semplice premessa ha inizio una storia dolce, coinvolgente ed emozionante. I personaggi fin da subito sono caratterizzati con la massima cura e rispetto, Arikawa è un ragazzo buffo e divertente, non è abituato a preoccuparsi troppo delle cose, per lui tutto ha sempre una soluzione semplice, un si o un no, giusto o sbagliato, l'incontro con Misaki quindi lo sconvolge perchè per la prima volta si ritrova a fare i conti con se stesso, a capire che la vita non è così semplice, che non sempre le risposte sono così scontate, a desiderare qualcosa di più nella vita, Yoichi inizia a desiderare di avvicinarsi sempre di più all'altro studente ma per la prima volta in tutta la sua vita si ritrova vittima di dubbi ed incertezze che lo spingono a comportarsi in modo... stupido ad interrogarsi su se stesso, sulla sua vita. Ho adorato il modo di fare del giovane, un modo di fare così fresco e innocente da renderlo simile a un bambino, basti pensare alla sua dichiarazione spontanea in classe quel "Credo di amarti" detto così, senza pensare, per esprimere quello che sente per un ragazzo che in quel momento neanche conosce, Yoichi con la sua spontaneità è la metà perfetta di Misaki. Misaki è infatti tutto quello che non è Arikawa, mentre il compagno è allegro e solare lui è schivo e timido, Yoichi è sicuro di se e accetta se stesso, arriva ad accettare subito di amare Misaki e lotta per questo mentre il botanico ha difficoltà, non riesce a fidarsi delle persone e di quella mano tesa verso di lui, fin da ragazzo ha sofferto molto, dapprima per la morte dei genitori e poi per quella del nonno, il ragazzo ha poche certezze nella vita, non è a suo agio con se stesso e con la sua sessualità, ed è proprio questa che lo sconvolge, il suo incontro con il futuro avvocato lo porta a provare sentimenti che non sente giusti, lo porta a disperarsi e desiderare di essere una ragazza, così da poter vivere una vita con quel ragazzo ai suoi occhi così puro, per poter così uscire con lui alla luce del sole, per vivere il suo amore senza colpe. Misaki è... un personaggio stupendo con cui ho empatizzato fin da subito, nei suoi modi di fare c'è un desiderio infinito di amore, una voglia di amare ed essere amato, ho provato pena per lui in alcune parti, vederlo così triste e sofferente, così insicuro mi ha stretto il cuore. Il rapporto d'amore tra i due giovani è.... incantevole,nasce nel momento giusto e al punto giusto, uno slow burn che ti incanta e tiene incollato alle pagine, la delicatezza di Arikawa e la sua pazienza, la goffaggine di Misaki nell'accettare e ricambiare quel sacro amore è... WOW... vorrei trovare una parola più forte ma WOW è l'unica cosa che mi viene in questo momento. Tutto il mondo di Solo i fiori sanno è curato con cura e tutti i personaggi hanno una storia da raccontare, tutti i personaggi anche quelli secondari ti entrano nel cuore tanto da desiderare di poter leggere capitoli interi su di loro... impossibile infatti non voler abbracciare il professore Tsujimura, un uomo buffissimo e tenero che fin dal primo incontro ha preso Misaki sotto la sua ala protettiva, cercando di aiutarlo e capirlo, il professore è come un padre per il giovane e nel corso della storia capisce i sentimenti dei due ragazzi e anche stando in disparte da il suo contributo, supportando quel tenero sentimento, impossibile non provare simpatia per Kanami, la ex ragazza di Yoichi, la giovane appare pochissimo eppure si capisce fin da subito l'amore che prova per il giovane e il suo sacrificio nella scelta di lasciarlo libero, di lasciarlo andare per la sua strada alla ricerca del vero amore, tenerissima la scena in cui i due ex si abbracciano per l'ultima volta,dimostrando l'affetto uno nei confronti dell'altro e poi... beh... c'è lui... Satoshi Kawabata, il personaggio che in questa storia più mi ha fatto dannare, ho provato così tante emozioni nei suoi confronti che devo dirlo... forse è il mio personaggio preferito... ancora più di Misaki. Kawabata è un personaggio che dovrebbe generare "odio" nel lettore, il "cattivone" della storia e anche uno dei motivi per cui Shota è così insicuro, egli è il primo amore del ragazzo e non ha esitato a ferirlo crudelmente e dopo averlo fatto ha comunque deciso di tenerlo legato a se, si comporta in modo crudele e meschino e sembra considerare Shota come un cagnolino tanto da dire crudelmente ad Arikawa "Quando ti stanchi di lui, di tenerlo al collare, restituiscimelo" trattando Misaki come un oggetto di nessun valore, proviamo odio per lui, voglia di prenderlo a pugni eppure... non sono riuscita ad odiarlo, Satoshi infatti è una vittima, una vittima del nemico più grande di ogni essere umano... è vittima di se stesso. Kawabata vive una vita falsa che si è costruito per non soffrire, l'incontro con Misaki lo ha distrutto portandolo alla consapevolezza della propria omosessualità, un'omosessualità per lui inconcepibile e che lo ha portato ad indossare una maschera, a prendere una fidanzata, a fare la parte dello stronzo senz'anima, è proprio quando definisce Misaki al pari di un cagnolino che dimostra come il ragazzo per lui è un'ancora di salvezza, un barlume di luce nella sua esistenza, l'unico frammento di vita sincero, quando è con Misaki ironicamente Kawabata riesce ad essere se stesso ed è la paura che lo spinge a comportarsi in modo crudele e meschino, lui non riesce ad allontanarsi dall'unica persona a cui ha mostrato la sua vera natura e debolezza. Mi sono ritrovata quindi a piangere come una bimba nel confronto finale tra i due, quando Kawabata crudele fa presente a Misaki che non verrà mai realmente amato dal suo innamorato, quest'ultimo infatti lo lascerà per una donna prima o poi e Misaki... reagisce, rifiuta l'approccio del senpai e ha il coraggio di lottare con fierezza ammettendo che si, lui è omosessuale e forse è vero, forse quel giovane per cui prova quei sentimenti si stancherà di lui, lo lascerà ma per lui andrà bene comunque... perchè lo ama e amare significa anche rischiare di perdere tutto, di cadere a pezzi pur di lasciare la libertà alla persona che sia ama, Misaki è pronto a perdere tutto per amore ed è questo che fa crollare Kawabata, quel giovane che lui ha sempre visto come un bambino, un fratellino è cresciuto, è diventato un uomo, l'uomo che lui non è riuscito a diventare, accettando l'amore e le sofferenze che ne conseguono. Satoshi per la prima volta crolla, piange come un bambino e Misaki lo abbraccia, con lo stesso abbraccio con cui Satoshi anni prima lo aveva consolato per la morte del nonno, quelle lacrime e quell'abbraccio racchiudono tutte le scuse del mondo, entrambi si perdonano a vicenda, entrambi accettano se stessi e vedere Kawabata una volta rimasto a casa da solo, chiamare la madre e dire per la prima volta "Ora vivo la mia vita con la mia testa" è stata una gioia per me, me lo ha fatto amare e... ammetto di provare un po' di rancore per l'autrice per non averci regalato alcun extra sull'uomo perchè... anche Satoshi meritava amore e coccole. Scleri a parte... ho amato i personaggi, la storia, la sua poesia e dolcezza, il fatto che ogni piccolo dettaglio ha un significato a partire dai fiori... co-protagonisti della storia, sono proprio i fiori a connettere i due giovani e fa quasi ridere come la vicenda si poteva concludere in un volume, come con la foto dell'Agapanto Yoichi abbia dichiarato il suo amore per lo studioso e lui con la foto di una margherita abbia risposto "Provo i tuoi stessi sentimenti" questa cosa dolce e tenera mi ha fatto sorridere perchè i sentimenti erano lì fin dal primo volume. Questa storia insomma è... FAVOLOSA, un toccasana per l'anima, sa essere dolce e coinvolgente, buffa e divertente allo stesso tempo, non ci risparmia qualche lacrima, molti sospiri e sorrisi e poi... ci regala nel terzo volumetto anche qualche momento "hot" per calmare gli animi di noi pazze fujoshi. Mi sento quindi di consigliarlo? ASSOLUTAMENTE SI! Se cercate una storia realistica, magica ed emozionante fa al caso vostro. Leggetelo senza timori che non ve ne pentirete!