Interval - Kaname Itsuki

E... mamma mia lo schifo. Fin da subito sapevo che non sarebbe stata una lettura "dolcetta" visto la premessa ma mi aspettavo almeno qualcosa di bello o ben sviluppato e invece il NULLA anzi... lo squallore. La vicenda si può riassumere in una parola: Violenza. PUNTO! Troviamo il povero Ayumu, innamorato come una tredicenne del suo BFF. Il povero ragazzo è follemente innamorato ma sapendo che l'amico non è gay e non lo ricambia decide di tenersi per se i suoi sentimenti sbavando e facendo gli occhi a cuore ogni volta che la sua crush apre la bocca e fingendo di non essere interessato a lui. Triste? Si... quale persona non ha mai sperimentato tale dramma? Momento di empatia... molto molto triste...ma mai quanto il seguito!!! Infatti a peggiorare la situazione già ansiosa e depressa ci pensa lo stronzo stupratore di turno ovvero il senpai Sawatari che una volta scoperta la situazione pensa bene di molestare sessualmente in mille modi il compagno di scuola, obbligandolo ad esempio a succhiarglielo nell'infermeria della scuola... così... come se fosse normale. Una situazione squallida, triste e schifosa in quanto il povero ragazzo al contrario di altri manga come Trattami con dolcezza non arriva ad un certo punto della vicenda ad apprezzare la cosa, a provare un piacere perverso nell'essere dominato e sottomesso al suo aguzzino al contrario... per tutto il tempo sottolinea come sia sotto ricatto e provi schifo per quello che è costretto a fare. Una situazione pesante e di pessimo gusto che neanche ti fa apprezzare lo stile dell'autrice ma anzi provoca solo tristezza e malessere e... diciamo che ci poteva anche stare... se il manga avesse deciso di concludersi in modo drammatico questa scelta l'avrei potuta anche capire e accettare, quasi sostenere, sono infatti molte le opere che sfruttano la violenza per far soffrire il lettore e spingerlo a provare emozioni forti e già solo sul momento mi viene subito in mente il famoso e controverso Killing Stalking che amo e seguo, anche in quell'opera ne succedono di cotte e di crude, violenze e stupri ma allora perché boccio questo manga se la violenza in se non mi disturba in altre opere? Ma ovviamente perché qui ci si mette di mezzo l'ammmore! Perché non basta mostrare 4 capitoli di violenze fisiche e psicologiche ma bisogna pure dare una motivazione per l'happy ending e olè, il povero fiammiferaio senpai in realtà non è cattivo ma è innamorato... follemente... del ragazzo che ha praticamente violentato... mi sembra logico! Ti piace una persona e questa sbava per un'altra? Che problema c'è? Violentala, obbligala a succhiarti il pene e ti amerà di sicuro e infatti... il friendzonato a vita accetta i sentimenti!!! Non gli dice proprio ti amo ma... non lo rifiuta! E nel capitolo extra sono praticamente una coppia e... non ho parole! Il vero finale doveva essere diverso ci poteva anche stare il tizio che confessava i suoi sentimenti dimostrando la sua mancanza di sanità mentale ma l'altro doveva reagire! Dire "Senti grazie ma... NO! Mi hai violentato, ricattato, non ti auguro la morte (forse) ma devi lasciarmi in pace e andartene" questa era una reazione umana! Invece no, rendiamo le violenze belle e giustifichiamo la stronzaggine! Perché il mondo deve sapere che se una persona ti picchia non lo fa perché è stronza o ha problemi mentali seri ma perché è brava e sta soffrendo! Serio... ci sono rimasta troppo di merda, sapevo che non sarebbe stata una bella lettura ma mi aspettavo che ci sarebbe stata almeno introspezione, riflessione e magari un finale negativo da monito all'abuso e invece olè violenza gratuita per regalare qualche scena smutt e finale dolcetto con i due innamorati e felici... Una lettura squallida che mi sento di sconsigliare caldamente essendo priva di contenuti (e offensiva trattando con superficialità le molestie sessuali e giustificandole) e non avendo una storia interessante o personaggi memorabili.