La strada sbagliata verso casa - K.A. Merikan

Nulla da dire... quando ho visto che le sante traduttrici italiane avevano deciso di farlo uscire in contemporanea con l'uscita ufficiale... beh... posso solo dire di non aver mai acquistato un libro così in fretta! Mai! L'ho iniziato e finito a tempo di record e come al solito non posso non fare i complimenti alle autrici. Il libro mi è infatti piaciuto molto e mi ha regalato emozioni spingendomi a fare le ore piccolo e continuare la lettura come una pazza fino alla fine. Fin da subito ci troviamo in una situazione molto forte, un giovane medico privato della propria libertà e costretto a vivere recluso in una gabbia, rinchiuso nello scantinato della casa del suo rapitore, un omone forzuto e inquietante che ha ucciso un altro uomo con un'ascia, il tutto di fronte ai suoi occhi e senza neppur battere ciglia, un giovane che ha l'unica colpa di essere un testimone scomodo e che probabilmente rischia di fare la stessa fine della povera vittima, un'atmosfera decisamente inquietante e degna del miglior libro di Stephen King, una lettura che nonostante le tinte horror si è però rivelata molto più tranquilla e dolcetta del previsto. Le autrici hanno deciso di focalizzarsi solo su Colin e Taron presentando altri personaggi solo per poche pagine e come "contorno", permettendo così di studiare i caratteri di entrambi e rendere in questo modo la loro storia più credibile e permettendo al lettore di empatizzare con entrambi i protagonisti e fare il tifo per loro. Non ci troviamo di fronte a un'instalove irritante e no sense con il rapitore che si innamora subito della vittima sacrificale o viceversa bensì di fronte a una lotta, quella di Colin alle prese con l'attrazione per il suo rapitore, per sensazioni che non dovrebbe provare, il disgusto che le sue azioni potrebbero portare alla famiglia e il desiderio di essere libero, non solo di scappare ma anche di fare tutto quello che non ha mai fatto per paura e quella di Taron in lotta contro le sue credenze personali, la paura di perdere se stesso e farsi così fregare da un bel faccino di città, il desiderio di trovare finalmente un uomo disposto a stare con lui nonostante i suoi difetti e peccati e il timore di perdere per sempre la sua libertà venendo scoperto e arrestato per il suo crimine. I due uomini si avvicinano piano piano lasciando inizialmente che sia l'attrazione sessuale che provano l'uno per l'altro a dominarli, una passione selvaggia fatta di sesso più o meno violento e descritto alla perfezione da Kat e Agnes, maestre indiscusse nella creazione di scene erotiche, romantiche e sensuali allo stesso tempo. I due uomini si muovono seguendo il ritmo di una passione selvaggia ed animale, di dubbio gusto visto il loro rapporto di prigioniero e carceriere e solo con il tempo imparano a conoscersi, a venirsi incontro e capire l'uno la vita dell'altro. Solo con il tempo infatti riescono a condividere parti importanti di se ed essere sinceri l'uno con l'altro. Nonostante il sesso infatti l'innamoramento è lento e graduale e quasi realistico, ammetto infatti che ho empatizzato molto con entrambi riuscendo a mettermi nei panni di entrambi vista la loro condizione e punto di vista e durante la lettura mi sembrava quasi un sentimento puro e giusto, un amore normale e perfetto. Ho apprezzato tantissimo il fatto che Taron non venga mai veramente giustificato, l'uomo non smette di fare errori ed è proprio commettendo errori che riesce con il tempo finalmente a capire cosa fare e come conquistare il cuore dell'innamorato. Ho trovato interessante la psicologia di Taron, un uomo che ha sofferto, che ha evidenti problemi mentali ma che riesce comunque a farsi amare, impossibile non commuoversi per la sua dolcezza, soprattutto nei confronti della adorata gattina Missy e degli altri gatti che mantiene come un papà gattaro, nonostante sia un assassino non ho potuto non provare simpatia e fare il tifo per lui. Stranamente ho amato anche Colin, di solito in queste tipologie di libri le autrici tendono a rendere figoni i rapitori/assassini e dementi senza cervello o odiosi smidollati i cretini che si fanno rapire, in un primo momento Colin con la sua paranoia alla "Omg ho cambiato strada per una volta, Dio mi punirà" mi sembrava rientrare in questa categoria e mi preparavo a fare il tifo per l'assassino pregando di ucciderlo e farlo a pezzi, violentandolo prima senza pietà (#CheBellaLaMiaSanitàMentale) e invece, mi ha sorpreso. Colin è un ragazzo che ha sofferto per colpa della famiglia, è sempre stato piegato dai pensieri dei genitori e dalle loro aspettative decidendo di fare il medico più per obbligo che per passione. Fin dall'inizio ci appare indeciso e debole, un cucciolo indifeso che ironicamente ritrova la sua libertà solo dopo essere stato catturato dal cacciatore. Taron riesce infatti per la prima volta a spingerlo a vivere, dapprima costringendolo a lottare disperatamente per la propria vita, tentando di non farsi uccidere e in seguito spingendolo a capire quanto sia vuota la routine che ha sempre vissuto e quanto non gli manchi per nulla, quanto solo lontano dalle pressioni della gente si senta libero e felice. Grazie al suo aguzzino Colin riesce a maturare e scoprire se stesso liberandosi finalmente dalle catene imposte dalla famiglia e società in cui vive. L'amore tra i due uomini è quindi salvifico, Taron e Colin si salvano a vicenda e mi è piaciuto il fatto che siano perfetti l'uno per l'altro e si completino a vicenda decidendo di stare insieme fino alla fine. Una storia intensa e che mi ha emozionato eppure... nonostante tutto... ci sono state delle cosette che mi hanno un po' lasciato perplessa, delle scelte che non avrei fatto, che non hanno rovinato l'atmosfera ma che mi hanno un po' bloccata impedendomi di arrotondare le mie 4,5 stelline a 5 ovvero
- La motivazione per il delitto di Taron: da animalista mi posso sicuramente immedesimare nell'uomo e capire la sua rabbia ma... a tutto c'è un limite, avrei preferito che le motivazioni per il delitto fossero più forti e che Colin non le appoggiasse del tutto ma anzi, trovasse repulsione per l'uomo non comprendendolo completamente e dubitando di lui. Inizialmente posso capire che Colin sia dalla parte di Taron ma dopo la confessione del perchè beh... avrei voluto un momento di sbandamento e non un "Ah ok... lo avrei ucciso anche io! W gli animali!" Ho apprezzato il fatto che Taron lo faccia capire e che dubiti che Colin sia dalla sua parte e lo reputi giustamente un pazzo ma... avrei voluto vedere una posizione più netta di Colin 
- Il passato di Taron: Alle solite via di passato tragico... non ci sta secondo me... avrei preferito un uomo che semplicemente non ci sta di testa e dopo aver perso la famiglia (magari per un incidente banalissimo e realisto) avesse sbroccato decidendo di vivere come un prepper. Il troppo dramma... beh in sto caso un po' scoccia
- La scomparsa di Colin: Ok... posso capire avere dei genitori stronzi ed omofobi che preferiscono comprare un cane rispetto a spendere soldi per cercare il figlio ma... gli amici? Da come possiamo capire Colin non è un cretino asociale! Non è un ragazzetto hikikomori che nessuno si calcola di striscio, ha degli amici, un ex trombamico quindi... perchè nessuno lo cerca? Persino Taron viene stalkerato da Gus, l'amico prepper che lo contatta via radio quindi... possibile che per tutto il libro NESSUNO, neppure la polizia si interessa di Colin? Già pensano poco al morto ma almeno il morto ha un fratello stronzo che lo cerca qui... invece nulla. Ho trovato questa cosa disturbante e priva di senso, qualcuno avrebbe dovuto cercare il ragazzo creando così tensioni e problemi nella coppietta. Chi non voleva vedere il nostro Taron alle prese con un amico di Colin e indeciso se ucciderlo o meno per impedirgli di spifferare alla polizia il suo segreto?
- Gli amici prepper: Nel libro veniamo a sapere che ci sono altri uomini gay e convinti che la fine del mondo sia vicina, isolati come Taron e sempre in contatto con lui via radio... questa cosa è interessante e avrei voluto saperne un po' di più e non vedere il tutto ridotto a mezza paginetta di pippe mentali di Taron in modalità "La fine del mondo è ormai vicinaaaa! PERICOLOOOO" mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa in più e soprattutto vedere (o meglio sentire) la reazione degli amici di Taron alla relazione tra i due uomini e al crimine di Taron... non mi sarebbe dispiaciuto se ad esempio Colin avesse contattato uno degli amici di Taron rendendo la sua situazione e il rapimento più incasinato, rischiando di far scoprire il crimine dell'uomo. Non capisco se questa cosa è voluta... ho scoperto da Goodreads che questo romanzo è il primo delle serie Criminal Delights, raccolta di romanzi scritti da più autori e mi chiedo a questo punto se questo libro sia in qualche modo inserito in un mondo immaginario in cui si muovo le vicende dei vari protagonisti dei libri, vicende scollegate ma intrecciate in una trama più grande, in tal caso il mistero dei prepper gay e maniaci avrebbe senso e sarebbe intrigante mentre in caso contrario... credo sia una forzatura e pure inutile in quanto a Colin neanche per un momento è venuta l'idea di contattare gli amici di Taron per denunciarlo. Vedi che ha una radio? USALA! 
- Il finale: Collegandomi alla mancanza di informazioni sulla comunità di Taron e la ricerca di Colin da parte della polizia il finale è stato parecchio deludente. Una piccola boss fight con il cattivone di turno seguita da... qualcosa di aperto e... meh... posso capire la scelta di non rendere Taron completamente pazzo ma la svolta apocalittica proprio non l'ho digerita e ha aiutato a rendere il romanzo ahimè più irreale e "odioso" avrei preferito di gran lunga vedere Taron messo alle strette e costretto ad affrontare il peso del suo crimine con al suo fianco Colin, innamorato e disposto ad aspettarlo una volta uscito dal carcere per ricominciare una vita insieme questa volta liberi e soli, senza più catene e gabbie a dividerli e invece... meh... il finale è ahimè aperto e se da una parte adoro l'idea di un sequel per ritrovare Colin e Taron pronti a lottare contro a questo punto una possibile epidemia mortale e perchè no... una apocalisse zombie (?) sono anche un po' preoccupata non trovando rispetto ad altri libri letti delle autrici premesse chissà che convincenti e trame forti a cui aggrapparsi... ammetto che l'unica possibilità di un sequel sarebbe puntare tutto su Gus e gli amici prepper di Taron... non mi dispiacerebbe infatti vedere un sequel con la storia di Gus e perchè no qualche accenno al futuro da coppietta di Colin e il suo fidanzato.
- La disabilità inutile di Taron: ok... ammetto che la prima cosa che mi ha colpito della trama è stata proprio la disabilità di Taron, L'idea di un personaggio muto e possibilmente pazzo (chi va in giro la sera uccidere la gente con un'ascia se non i pazzi?) era... WOW! Avevo aspettative immense e pensavo che questa disabilità avrebbe causato non pochi problemi a Colin ed impedito ai due di instaurare facilmente un rapporto non potendo comunicare facilmente tra loro ed essendo uno vittima e l'altro carcerie e invece NO... Colin come se nulla fosse conosce la lingua dei segni e Taron volendo può parlare, non lo fa solo perchè parla come un orco e ha difficoltà ma... volendo può parlare quindi... perchè? A che pro? Questa scelta di rendere Taron disabile era PERFETTA! Immaginate un ragazzo rapito, costretto in una gabbia e incapace di capire il suo rapitore e seguire così le sue istruzioni. Ansietta a mille! I due personaggi avrebbero avuto difficoltà e sarebbe stato bello vedere Taron cercare di insegnare all'amato a parlare con lui e allo tempo Colin deciso ad imparare per comunicare, si potevano creare delle belle scene emozionanti ed intense e l'amore poteva anche nascere da questi momenti di condivisione e intimità dopo tutto cosa c'è di più dolcetto di un uomo che impara una lingua per comunicare con la sua dolce metà? E invece no... è tutto semplice, Colin non ha neanche bisogno di sforzarsi, Taron in ogni caso non è sordo quindi capisce cosa dice il compagni e quindi... meh... mi è sembrata quasi una mossettina per rendere il personaggio un po' più sopra le righe e spingere le fangirl boccalone come me a comprare subito il libro per curiosità
Insomma cosette un po' da nulla che però prese tutte insieme mi hanno fatto storcere il naso, se alcune fossero state diverse ci troveremmo di fronte un capolavoro con la C maiuscola. Nonostante tutto mi sento ugualmente di consigliare il romanzo. I temi trattati sono molto forti e nonostante il libro sia molto meno splatter e forte rispetto a quanto la trama faccia credere ci sono trigger che potrebbero offendere o turbare i più sensibili. Si parla di rapimento, omicidio, sindrome di Stoccolma e rapporti di dubbio gusto visto il contesto, vengono affrontati temi spinosi quindi se non siete amanti del genere, meglio lasciar perdere, le autrici hanno uno stile molto particolare e se non avete letto altre loro opere partire da qui potrebbe essere un po' un problema, se avete già letto altro di Kat e Agnes sicuramente sapete come prendere questo libro e sicuramente lo amerete mentre in caso contrario... meglio non rischiare e piuttosto spostarsi su altri libri magari più tranquilli e meno violenti, mi sento sempre di consigliare Special Needs che AMO alla follia